SVEZZAMENTO

La prima preoccupazione da neo-mamma è quella di assicurarsi che il proprio cucciolo mangi a sufficienza! 

E si da il via alle pesate affinché i grammi aumentino, ma si sa che dopo la nascita il neonato è soggetto ad un calo fisiologico.

Intanto si è già innescato il primo meccanismo ansiogeno che accompagna la relazione genitoriale fino ai 2, 3 anni e anche oltre… o possono apparire con lo svezzamento.

 “L'alimentazione non è una cosa a sé stante, è importante che sia inserita nel contesto della relazione tra bimbo e adulto. Questo è il punto chiave. Alla base di tutto, quello che conta è la responsività materna, ovvero la capacità della mamma di rispondere ai diversi bisogni del bambino nel migliore modo possibile. In questo modo, è una mamma sufficientemente buona', secondo le teorie dello psicoanalista inglese D. W. Winnicott".

Infatti il clima di distensione e rilassatezza della mamma, il sentirsi completamente coccolati e accolti con il dono del seno materno è la prima risposta al bisogno d’amore e di nutrizione del cucciolo.

A partire dai 4 mesi e soprattutto dopo i 6 mesi, il piccolo è incline ad assaggiare e  scoprire sapori diversi se il genitore permette di conoscere e sperimentare nuovi cibi.

Non parlo di assaggiare o assaporare, volontariamente, perché in questa fase la conoscenza avviene dai più svariati punti di vista e mediante tutti e cinque i sensi: per acquisire la necessaria confidenza e abbandonare la naturale e giustificata diffidenza.

La diffidenza per il cibo nell’ambito delle emozioni si chiama disgusto, ha la funzione specifica di salvarci al vita evitando di ingerire cibi avvelenati e pericolosi.

Il primo difficile compito che hanno i genitori è quello di mettere a disposizioni nuove conoscenze, lasciando sperimentare ai piccoli in quale modo vogliono conoscerlo: toccare, stringere, schiacciare, spalmare, e poi anche portare alla bocca ed assaporare.

Se la mamma lo asseconda e lo lascia pasticciare, facilita il fatto che lui, piano piano, comprenda il suo stato e capisca che quello stimolo corrisponde al senso di fame.

Non sempre un alimento viene accettato al primo incontro, qualche volta bisogna riproporlo due o tre volte prima che venga accettato, l’essenziale è non insistere sul momento, non imporsi.

Uno stratagemma potrebbe essere proporre la nuova pietanza all’inizio del pasto, quando la fame (che è sempre l’ingrediente più importante di ogni ricetta) spinge il bambino a portare alla bocca con urgenza… poi le pietanze conosciute per terminare il pasto.

Prima di sentenziare che assolutamente non piace un alimento, siate tenaci, è necessario proporlo almeno altre 10 volte nei pasti successivi, magari con aspetto diverso e/o miscelato con ingredienti graditi. Faccio un esempio: se il bambino non apprezza al primo colpo gli spinaci, ma ama patate e carote, il secondo gg invece che presentare una crema di spinaci quindi verde intenso, presenterò crema di patate con un cucchiaio di spinaci, quindi verdino chiaro e solo la punta di quel nuovo gusto, e quello successivo una crema di carote con un cucchiaio di spinaci ovvero di colore arancio, aumentando via via la quantità di spinaci, poi facendo assaggiare l’ingrediente puro.

Tutti e cinque i sensi partecipano alla piacevolezza del cibo, persino l’udito! Un ambiente accogliente, il tono della voce amorevole di mamma che accompagnano il pasto sono fondamentali. Anche la lentezza dei movimenti, i tempi blandi fanno parte della percezione uditiva di benessere del momento del pasto.

Dedicate tempo alla preparazione degli alimenti e a vivere insieme lo svezzamento come esperienza, cogliendone tutte le emozioni.

Date il buon esempio! Gustate con piacere il cibo, condividete e sorridete, creando un clima piacevole intorno alla tavola. Le abitudini alimentari, in generale, dipendono in grande misura, da quello che il bimbo percepisce e vede intorno a lui nella quotidianità della famiglia.

Apparecchiare la tavola, sentire i profumi della cucina, ascoltare i suoni allegri delle persone che si riuniscono, condividono, raccontano la loro giornata di fatto rendono il momento del pasto molto atteso e desiderato anche per la sua componente sociale e relazionale. Per questo motivo in cucina non possono assolutamente entrare TV, tablet e smartphone!

Inoltre il buon esempio di un alimentazione varia ed equilibrata, sono il fondamento delle future abitudini alimentari del bambino che osserva ed impara per imitazione.

La paura che un bimbo non mangi a sufficienza deve essere facilmente superata sapendo che ogni bambino sa autoregolarsi e mangiare quanto sufficiente per il proprio fabbisogno!

Bisogna invece preoccuparsi quando il bambino mangia troppo o male perché ben più gravi possono essere le conseguenze dell’obesità infantile.