SEXTING

Siamo sufficientemente preparati  ad accompagnare i nostri ragazzi attraverso l’adolescenza 3.0?

Non c’è neppure da discutere se fosse meglio prima… quando la tecnologia era limitata al PAC-MAN: smart-phone, internet e social media  fanno parte integrante della nostra vita. I social media sono “i fondamentali” nello sviluppo delle identità dei nostri ragazzi: legami, amicizie, amori e la loro sessualità ne sono impermeati.

Le domanda allora sono queste:

Siamo sufficientemente preparati  ad accompagnare i nostri ragazzi attraverso l’adolescenza 3.0?

Conosciamo la lingua 3.0?

Perché per parlare con la popolazione locale è necessario parlare l’idioma… per ascoltare l’adolescente del 2016 dobbiamo conoscere il suo linguaggio, i significati profondi che le parole assumono nella società liquida. (Zygmunt Bauman)

Il termine sexting per esempio, che deriva dalla fusione delle parole inglesi sex e texting, indica l'invio via smart o pc di immagini o video sexy,  erotici o selfye di nudi o parti intime. Si definisce sexting anche l'invio di messaggi erotici o pornografici i cui contenuti sono trasmessi a una singola persona o a un gruppo attraverso la rete o social quali Facebook, Whatsapp o Snapchat.

Solitamente il sexting ha l’obiettivo specifico di arrivare e rimanere nella relazione intima, ovvero si pone lo scopo di provocare il partner, essere una prova d'amore o un tentativo di seduzione. Qualche volta le immagini sexy sono inviate a un gruppo di amici per scherzo, divertimento o curiosità.

Fino a qui, nulla di strano, chi di noi non ha mai inviato un messaggio ammiccante al proprio partner; con o senza immagini?

Il problema sopraggiunge quando, questi innocui messaggi, sfuggono dalle mani del ricevente… i contenuti del messaggio si diffondono rapidamente, istantaneamente ed indistintamente: in seguito è quasi impossibile sopprimerli.

Basta un clic e immagini o video intimi e potenzialmente compromettenti possono finire nella rete e rimanervi per sempre e essere la causa di grande sofferenza e gravi conseguenze per la alla vittima, se poi, capitano fra le mani di persone malintenzionate e/o ingenue e superficiali la loro diffusione diventa virale e distruttiva.

Un altro comportamento a rischio di alcuni, giovani e meno giovani, è quello di inviare contenuti a carattere sessuale a sconosciuti, per esempio riprendendo i propri genitali con una webcam e mostrandoli a estranei in chat.

Esistono forme di estorsione legata al sexting, la sextortion, in cui comuffando la propria identità, un malintenzionato si procura immagini hard di adolescenti mediante i social e in seguito minaccia di renderle pubbliche per procurarsi altri stimoli, estorcere denaro o costringere la vittima a incontrarlo fisicamente.

Non mi voglio dilungare sulle conseguenze legali alla produzione, invio e circolazione di immagini pornografiche a minorenni o che coinvolgano in qualsiasi forma minori. Ma per qualsiasi dubbio la Polizia Postale è l’ente preposto https://www.poliziadistato.it/articolo/32048/

 

I miei suggerimenti riguardano invece la prevenzione, una prevenzione di tipo emotivo, emozionale e relazionale:

1-   Rispettate la privacy dei vostri figli… NON pubblicate loro immagini sui social (il buon esempio è sempre il miglior metodo educativo!)

2-   Ascoltiamoli! Per la prima volta sono le nuove generazioni a insegnarci l’utilizzo della strumentazione, sono loro i nativi, i millenial … sono loro che fruiscono in modo naturale dei sistemi digitali.

3-   Raccontate la vostra e fatevi raccontare la loro giornata, cercando di ascoltare con empatia e senza giudizio le esperienze fatte nel reale, in internet e social. Mostrate di essere interessati alla loro vita e alla loro «vita digitale», per esempio chiedendo loro consigli d'uso.

4-   Abituatevi a confidare ai vostri figli le cose che vi spaventano, che vi preoccupano, raccontate loro le vostre emozioni, chiedete a loro di confidarvi cosa li turba, cosa li emoziona.

5-   Affrontate insieme la questione della presentazione di sé alle altre persone, e sui social a seconda del contesto ma sempre in sicurezza.

6-   Confrontatevi con i ragazzi per riflettere sulle immagini e video che potrebbero diventare pericolosi se messi in circolazione, anche contro la loro volontà. Sconsigliando (ricordi il buon esempio?) di inviare, diffondere in rete o conservare su supporti privi di protezione: fotografie o video che li ritraggono nudi o in pose provocanti e/o di renderli irriconoscibili.

7-   Cerchiamo di essere colpevoli del fenomeno del cyberbullismo: ovvero contribuire nella diffusione di immagini e frasi che contribuiscono ad aumentare la sofferenza della persona ritratta.

8-   Quali comportamenti si devono tenere nel caso in cui si incappa in immagini o video compromettenti.

9-   E’ importante avere una buona rete: una serie di persone reali, coetanei e adulti, a cui potersi rivolgere con serenità in caso di bisogno o disagio. La rete è fondamentale anche per sconfiggere il bullismo.